Un regalo più grande non potevi farmi, uno zampillo d’acqua fresca dopo giorni e giorni in un deserto che sai bene quanto arido. Sarò all’altezza di questo dono, lo prometto a me stessa.
Etty Hillesum

Se sarete quello che dovete essere, metterete fuoco in tutto il mondo!
Caterina da Siena

domenica 4 dicembre 2016

IL CORAGGIO DEL DESERTO

AVVENTO - 2° Settimana, Domenica (Anno A)


Due immagini sono in antitesi fra loro nelle letture di oggi. Una è l'immagine del deserto e l'altra è l'immagine del raccolto.

Il deserto è il luogo in cui compare Giovanni Battista, un luogo ricco di significato per il popolo dell’alleanza. È il luogo in cui i loro cuori sono messi alla prova, per vedere se davvero amano Dio con tutto il loro cuore, con tutta la loro mente e tutta la loro forza. Giovanni Battista è un profeta che li richiama di nuovo a questo rapporto con Dio come molti profeti avevano fatto prima di lui.

Il ritratto del Battista, il suo messaggio, lo stile di vita, la sua identità e il suo impatto sono familiari. Il suo messaggio è la chiamata al pentimento, che la gente dimostra presentandosi al suo battesimo. Il suo stile di vita è strano, una dieta di locuste e miele selvatico, si veste di pelli di cammello e vive nel deserto. Per quanto riguarda la sua identità, egli è la voce che grida nel deserto, egli è l'Elia che doveva venire prima del grande e terribile giorno del Signore, non è la luce, ma colui che testimonia la luce e addita l'Agnello di Dio quando questi fa la sua comparsa. L’impatto del Battista è significativo: Gerusalemme, tutta la Giudea e tutta la regione intorno al Giordano vanno da lui.

C'è un frutto nell’essere rinsaldati in questa esperienza del deserto, un frutto morale e spirituale che dice che le persone stanno veramente vivendo secondo l'alleanza che il Signore ha stabilito con loro. C'è un raccolto da salvare e Giovanni Battista afferma che Colui che viene dopo di lui presiederà questo raccolto. Egli vaglierà, trebbierà e raccoglierà ciò che è buono, e brucerà ciò che sarà rimasto e non avrà dato frutti.

Un cammino attraverso il deserto è necessario se si vuole realizzare la raccolta. E come il popolo d'Israele è stato portato alla comunione con Dio attraverso la propria esperienza nel deserto, così chi vuole vivere in quella comunione deve prepararsi a visitare il deserto e a farlo più di una volta. Ciò significa pentirci dei nostri peccati, purificare le motivazioni delle nostre azioni, intravedendo ancora una volta il modo in cui dovremmo portare frutto. Significa essere pronti a perdere tutto per guadagnare la completa semplicità, necessaria per condividere la vita che viene promessa.

Il Messia viene nella potenza dello Spirito Santo, battezzando in quello stesso Spirito e con il fuoco. Questo non sta a significare semplicemente una punizione. Significa essere raffinati e purificati, significa una guarigione profonda e una nuova creazione, significa rendere forti e capaci di resistenza cuori e menti che altrimenti sarebbero deboli e vacillanti. I più grandi maestri spirituali ci dicono che la qualità del raccolto dipende dal tempo trascorso nel deserto.

Più svuotiamo la nostra vita di cose che in realtà non contano al fine di fare spazio all'unica cosa che è necessaria, e più saremo aperti al fuoco purificante dello Spirito Santo e al potere ricreante dei suoi doni. Avremo il coraggio del deserto, in qualunque modo esso sopraggiunga, e produrremo un ricco raccolto, amando Dio sempre più intensamente e condividendo sempre più profondamente la comunione di vita e di amore che Egli vuole per noi.

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