Un regalo più grande non potevi farmi, uno zampillo d’acqua fresca dopo giorni e giorni in un deserto che sai bene quanto arido. Sarò all’altezza di questo dono, lo prometto a me stessa.
Etty Hillesum

Se sarete quello che dovete essere, metterete fuoco in tutto il mondo!
Caterina da Siena

mercoledì 15 marzo 2017

GLI INNOCENTI INGIUSTAMENTE PERSEGUITATI


II Settimana di Quaresima - Mercoledì


C'è un cambiamento, nel cuore delle letture del Lezionario, che inizia oggi. Siamo a due settimane dal Mercoledì delle Ceneri e fino ad ora le letture della Messa quotidiana hanno parlato delle opere di Quaresima, la preghiera, il digiuno e l'elemosina. Le letture del Mercoledì delle Ceneri hanno dato il tono: ritornare a Dio perché questo è un tempo favorevole e dare forma al pentimento pregando, praticando il digiuno e l'elemosina. D'ora in poi, però, e lentamente in un primo momento, l'attenzione si sposta su Cristo, e in particolare sul suo destino, su ciò che sta per accadergli.

Così si comincia a sentir parlare di figure dell'Antico Testamento che, come persone innocenti ingiustamente perseguitate, diventano tipo o anticipazione di Cristo. La prima lettura di oggi, ad esempio, ci racconta la passione di Geremia. Nelle prossime settimane sentiremo di altri come Susanna e Giuseppe, il figlio di Giacobbe, il cui trattamento prefigura la passione di Cristo.

Questo ci ricorda il senso del nostro ascetismo. Dobbiamo pregare, digiunare e fare l'elemosina non davvero per coltivare un ego spirituale invece di uno mondano. Né dobbiamo fare queste cose per ragioni puramente negative. È bene, ovviamente, evitare il peccato e vivere una vita onesta. Ma la nostra ascesi ha un ulteriore scopo positivo. Stiamo cercando di prepararci, per quanto ci è possibile, ad essere amici e compagni di Cristo. Saremo in grado di stare con lui in ciò che ci aspetta? Saremo pronti ad entrare nel suo regno? Questo è il vero obiettivo delle nostre penitenze e pratiche spirituali, cercare di essere pronti per il regno di Cristo.

Che è molto difficile, come la lettura del Vangelo di oggi spiega. I discepoli, anche gli apostoli, falliscono sempre nel comprendere che cosa significhi il regno. Come potevano capire subito? Ci vuole tempo - una vita - per capire qualcosa della logica paradossale della croce. Nel regno di Cristo, chi è grande? Chi è il primo? Chi è degno di onore? Quelli che muoiono a se stessi, al fine di essere sempre più completamente a disposizione degli altri, quelli nei quali tutto l'ego muore e regna l'amore.

Ma ci è stato dato un altro anno per questo, grazie a Dio, un'altra opportunità per queste opere quaresimali e per questo tipo di riflessione quaresimale. Forse quest'anno arriveremo a capire il mistero del regno di Cristo un po' più in profondità. Potremo capire un po' più chiaramente che cosa significhi morire con lui allo scopo di vivere con lui.

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