Un regalo più grande non potevi farmi, uno zampillo d’acqua fresca dopo giorni e giorni in un deserto che sai bene quanto arido. Sarò all’altezza di questo dono, lo prometto a me stessa.
Etty Hillesum

Se sarete quello che dovete essere, metterete fuoco in tutto il mondo!
Caterina da Siena

sabato 29 luglio 2017

UNA STRAORDINARIA LEZIONE SULLA PREGHIERA

29 Luglio - Santa Marta

Santa Marta è ricordata ed onorata come un'amica di Gesù che lo ha ricevuto nella casa che condivideva con Lazzaro, suo fratello, e con Maria, sua sorella. Marta è ricordata come una donna pratica che, nel vangelo di Luca, è corretta da Gesù quando si lamenta che Maria lascia tutto il lavoro a lei. "Maria ha scelto la parte migliore", dice Gesù, il che significa che Maria, alimentata spiritualmente da Gesù, è meglio di Marta che nutre Gesù con l'alimentazione fisica.
Almeno questa è l'interpretazione tradizionale e così Marta è giunta a rappresentare la vita attiva insieme a Maria che rappresenta la vita contemplativa. L'unica divergenza da questa tradizione di cui io sono al corrente è Meister Eckhart che interpreta il commento di Gesù a Marta con questo significato: "Maria ha scelto ciò che per lei, per ora, è la parte migliore". Eckhart non ha dubbi sul fatto che Marta sia stata più avanzata nella sequela di Cristo, come si può vedere dalla sua compassione, dalla sua premura e dal suo desiderio di servire Gesù. La maturità cristiana è estatica in questo modo, nell'uscire da sé per dare piuttosto che ricevere, nell'assistere altri prima di pensare a se stessi. L'interpretazione di Eckhart sembra seguire l'insegnamento di Tommaso d'Aquino per il quale la forma più perfetta di vita è quella in cui non solo si contempla ma anche si condivide con gli altri i frutti della propria contemplazione.
E questa è l'immagine di Marta che emerge dal famoso episodio di Luca, capitolo 10. L'altra lettura evangelica che può essere scelta oggi è dal vangelo di Giovanni, capitolo 11. Vediamo che è la stessa Marta che si avvicina a Gesù mentre egli arriva alla loro casa quando Lazzaro era già morto. «Se tu fossi stato qui», dice a Gesù. È diretta, persino brusca, ancora una volta pratica e semplice nel suo reclamo.
Ma ora apprendiamo di più sul suo rapporto con Gesù e vediamo come le cose sono mature tra loro. "So che anche ora Dio ti darà tutto quello che vuoi", dice Marta. "Tuo fratello risorgerà", risponde Gesù. «Lo so», dice, forse con un tono di sarcasmo, «nella risurrezione, nell'ultimo giorno». Lo schema del vangelo di Giovanni è ben noto: a partire da un malinteso da parte di un ascoltatore Gesù porta lo stesso a un livello di comprensione molto più profonda e, in tal modo, rivela qualcosa di straordinario su se stesso. Queste rivelazioni, generate in esperienze di conversazione trascendentalmente fruttuosa, spesso cominciano con le parole "io sono". E così è qui: "Io sono la risurrezione e la vita; chi crede in me, anche se muore, vivrà; chiunque vive e crede in me, non morirà in eterno". Gesù chiede a Marta se lo crede e ciò la porta a una professione fruttuosa e feconda di verità: "Sì, o Signore, io credo che tu sei il Cristo, il Figlio di Dio, colui che viene nel mondo".
Questa donna, la cui personalità è già conosciuta dal vangelo di Luca, ci mostra che la preoccupazione pratica e l'azione compassionevole non costituiscono un ostacolo alle più profonde realizzazioni spirituali. Al contrario, sembra. E ci dà una straordinaria lezione di ciò che significa pregare. La preghiera che impariamo da Marta è semplicemente una conversazione con Gesù, una conversazione trascendentale. Ovviamente queste sono parole mie piuttosto che sue, mentre cerco di attingere qualcosa dalla ricca esperienza che lei testimonia. Pregare significa avvicinarsi al Signore con i nostri bisogni e le nostre rimostranze, non nascondere niente nel parlare con lui, aprire i nostri cuori, le menti e le vite alle sue parole giuste e curative ed essere aiutati a superare il ​​nostro attuale livello di comprensione per vedere di più del mistero divino che sta venendo nel mondo, per essere portati ulteriormente dentro la luce della verità su Gesù Cristo che è, come impariamo attraverso le domande di Marta, "la risurrezione e la vita".
L'incontro di Gesù con Marta in Giovanni 11 rivela la sua natura divina. Il suo incontro con Maria, sua sorella, che segue immediatamente, rivela la sua natura umana, mentre piange con lei per il suo amico che è morto. Ma la grandezza di Marta potrebbe essere trascurata, la lezione che ci offre su come stare con Gesù, come parlare con lui, come permettergli di correggerci e di portarci sempre più nel mistero della sua persona. Almeno oggi, la sua festa, dobbiamo onorare il ricordo di questa donna pratica, valorosa, saggia e compassionevole.

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