Un regalo più grande non potevi farmi, uno zampillo d’acqua fresca dopo giorni e giorni in un deserto che sai bene quanto arido. Sarò all’altezza di questo dono, lo prometto a me stessa.
Etty Hillesum

Se sarete quello che dovete essere, metterete fuoco in tutto il mondo!
Caterina da Siena

martedì 19 dicembre 2017

I BAMBINI CI GUIDANO

AVVENTO - 3a Settimana, Martedì 19 Dicembre 

Letture: Giudici 13,2-7.24-25; Salmo 71; Luca 1,5-25 

Ogni bambino è un dono di Dio. È uno dei motivi per cui la Chiesa ha un insegnamento sul comportamento sessuale. Il nostro rispetto per la dignità dell'essere umano si vede dal modo in cui accogliamo e apprezziamo i bambini. Sono tra le persone più vulnerabili e il modo in cui trattiamo coloro che sono vulnerabili è il modo in cui trattiamo l'umanità nel suo complesso.

In alcune situazioni questa grande verità - che ogni bambino è un dono di Dio - emerge con estrema chiarezza. Oggi, alla Messa, leggiamo di due situazioni di questo genere. I racconti sono così simili che qualcuno potrebbe essere tentato di dire che il secondo è semplicemente una rivisitazione del primo. Ma non c'è motivo per cui il dono di Dio di un figlio a genitori anziani non dovrebbe avvenire in modi molto simili.

I genitori di Sansone lo ricevono dopo una visita da parte di un angelo del Signore. L'arrivo del bambino è una sorpresa, una grazia più evidente di quella di altre, più normali, gravidanze. Ma forse l'arrivo di simili bambini serve anche a ricordarci quale straordinaria benedizione sia ogni gravidanza: una nuova vita, un nuovo essere umano, che presto sarà con noi, e che "trascina con sé nuvole di gloria", come dice Wordsworth.

La concezione di Giovanni Battista è altrettanto straordinaria ("Io sono vecchio e mia moglie è avanti negli anni"). Come Sansone, Giovanni sarà totalmente dedicato a Dio, un uomo con una missione a favore del popolo. I lunghi capelli non sono così importanti come il fatto che in ciascuno di questi figli della grazia lo Spirito del Signore sarà fortemente presente, energicamente attivo. Dio è all'opera in mezzo al suo popolo. Lo smarrimento di Zaccaria e il successivo silenzio non sono poi così strani come risposta a un visitatore celeste e la sua iniziale incredulità è messa al servizio di ciò che Dio rivela attraverso la nascita di Giovanni il Battista.

Queste gravidanze straordinarie vengono ora ricordate, negli ultimi giorni dell'Avvento, per ambientare la scena della più straordinaria concezione e nascita, quella di Gesù, concepito dallo Spirito Santo e nato dalla Vergine Maria. Ogni bambino è un dono di Dio. Questo è vero più che mai del bambino la cui nascita celebriamo a Natale, l'unico Figlio del Padre, il primogenito di tutta la creazione, il primogenito dei morti.

L'odierna antifona "O" parla di re che tacevano davanti alla radice o alla stirpe di Jesse, il re della casa di David che sta per venire. Zaccaria tace. Leggiamo nel Libro della Sapienza che "mentre un profondo silenzio avvolgeva tutte le cose, e la notte era a metà del suo corso, la tua parola onnipotente dal cielo, dal tuo trono regale, si lanciò in mezzo a quella terra di sterminio"(Sapienza 18).

In questi ultimi giorni di Avvento proviamo a trovare alcuni momenti di silenzio in cui rendere grazie per il figlio di Dio che ognuno di noi è; per i bambini che abbiamo conosciuto e conosciamo, ognuno dono di Dio; e per il Bambino, l'unigenito del Padre, pieno dello Spirito di verità e di amore, la cui nascita ristabilisce la nostra dignità, ripristina la nostra speranza e illumina tutte le nostre tenebre.

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