Un regalo più grande non potevi farmi, uno zampillo d’acqua fresca dopo giorni e giorni in un deserto che sai bene quanto arido. Sarò all’altezza di questo dono, lo prometto a me stessa.
Etty Hillesum

Se sarete quello che dovete essere, metterete fuoco in tutto il mondo!
Caterina da Siena

lunedì 11 dicembre 2017

IL BISOGNO DEGLI ALTRI

AVVENTO - 2a Settimana, Lunedi



Di tanto in tanto, durante l'Avvento, sentiamo della grande strada che sarà costruita per facilitare il ritorno del popolo a Gerusalemme dall'esilio in Babilonia. Ricondotti alla propria terra, essi gioiranno ancora una volta per la presenza di Dio con loro. Le valli saranno innalzate e le montagne abbassate, la strada sarà ampia e diritta, facilitando così il loro ritorno, e rendendo più agevole il loro viaggio. I ciechi vedranno e gli zoppi cammineranno.

Nella prima lettura di oggi questa strada è indicata come la 'Via Santa'. Altre culture antiche avevano Vie Sacre. Ce n’è una in Cina, ad esempio, associata al cammino degli Imperatori verso il cielo. Ce n’è una in Grecia, da Atene a Eleusi, la strada per la gioiosa celebrazione dei misteri religiosi. E ce n’è una a soli dieci minuti da dove vivo, la Via Sacra che attraversa il Foro Romano, dal Colosseo al Campidoglio.

C'è un contrasto impressionante tra la Via Sacra Romana e quella di cui si parla nella lettura di Isaia. La Via Sacra è stata l'ultima tappa del viaggio trionfale fatto da vittoriosi generali romani mentre tornavano con il loro bottino, con i re da loro catturati e i nemici ridotti in schiavitù. Su quella strada la gioia c’era a causa dell’umiliazione e della debolezza degli altri. Il trionfo celebrava la forza e la gloria della potenza militare romana, culminando con l'esecuzione di molti prigionieri, gettati alla morte dal Campidoglio.

La Via Santa di Isaia è anche per il trionfo e la gioia, ma questo assolutamente non 'alla maniera Romana'. Qui non è necessario alcun nemico per supportare la gioia. Se qualcuno è stato sconfitto, sono le persone stesse per il loro peccato e la loro dimenticanza di Dio. La strada è aperta a tutti e non per l'umiliazione e il disprezzo della debolezza. Al contrario, è in funzione della vita, per una nuova forza e per un'accoglienza non solo del popolo di Dio, ma di tutti i popoli della terra che verranno da oriente e da occidente, da nord e sud, per prendere il loro posto sul monte Sion.

Possiamo introdurre qua anche il Vangelo di oggi. Si presentano ostacoli davanti alle persone che desiderano arrivare da Gesù. Come possono trovare la via per la Via? Una folla di persone impedisce al paralitico di arrivare a Lui. Infatti, l'uomo paralizzato ha bisogno dell'aiuto di altri, se vuole avere qualche speranza di arrivare a lui. E i suoi amici hanno una “botta” di creatività pastorale, aprendo il tetto e lasciandolo calare giù direttamente alla presenza di Gesù.

Qualche considerazione qui. Avremo l'umiltà di lasciarci aiutare lungo il cammino? Naturalmente, vogliamo camminare con i nostri piedi, trovare da noi stessi la nostra strada verso Dio. Ma, inevitabilmente, abbiamo bisogno dell'aiuto degli altri: saremo pronti ad accettarlo? Abbiamo bisogno dell'aiuto della Chiesa, la comunità di coloro che credono in Gesù. (Potrebbe essere che gli amici che portano l'uomo a Gesù sono i primi apostoli, chiamati da poco, e intenti a occuparsi del loro compito. Potrebbe pure essere che la folla che impedisce l'accesso a Gesù possa essere intesa anche come la Chiesa: le vite scandalose dei credenti sono un grave ostacolo per la gente).

Un altro pensiero: dov'è, in noi stessi, il “luogo” pronto ad aprirsi in modo che possiamo stare alla presenza di Gesù? Tra i peccati mortali, i più pesanti sono quelli che ci chiudono e ci tagliano fuori, ci imprigionano in noi stessi: l'orgoglio, l'ira e l'invidia. Cosa c’è di indispensabile se ci si vuole aprire? Di cosa c’è bisogno, se non vogliamo disprezzare la debolezza in noi stessi, ma vogliamo essere benevoli e umili nell'accettare come Dio lavora in noi attraverso gli altri?

Nel vangelo di Giovanni, Gesù si descrive come 'la Via' ed è uno dei nomi usati in riferimento al movimento cristiano primitivo negli Atti degli Apostoli. L'Avvento ci invita a cercare di nuovo la strada per ritornare al Signore, a riflettere sulle cose che impediscono questo ritorno, sulle cose che ci paralizzano e bloccano il nostro avvicinamento a Gesù. L'Avvento ci ricorda anche che ci sono persone che ci possono indicare la direzione, che stanno percorrendo il cammino prima di noi e con noi.

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