Un regalo più grande non potevi farmi, uno zampillo d’acqua fresca dopo giorni e giorni in un deserto che sai bene quanto arido. Sarò all’altezza di questo dono, lo prometto a me stessa.
Etty Hillesum

Se sarete quello che dovete essere, metterete fuoco in tutto il mondo!
Caterina da Siena

mercoledì 13 dicembre 2017

PIÙ LEGGERI E PIÙ LIBERI

AVVENTO - 2a Settimana, Mercoledi


Si tratta di una breve lettura del vangelo con uno strano invito: se sei stanco e oppresso, vieni e prendi questo giogo sulle spalle, un giogo che è soave e un peso che è leggero. Ebbene, che cos’è questo nuovo peso che in realtà rende più leggeri, questo giogo o imbracatura che, in realtà, porta libertà?

Se si ricerca su Google Immagini la parola 'giogo', si scoprirà che la prima serie di immagini che appaiono rappresenta quel tipo di doppio giogo che lega due buoi insieme mentre essi arano o tirano un carretto. Solo scorrendo verso il basso si comincia a vedere il singolo giogo per un animale, o magari per una persona che trasporta due secchi, e questo genere di cose.

Quindi, ci sono gioghi doppi e ci sono gioghi singoli. Nella Bibbia il giogo singolo è un'immagine della Legge. Si parlava della Legge come di un giogo posto sulle persone che era, sì, limitante ma che era anche la garanzia del patto che il Signore aveva fatto con loro. Questo giogo fornisce guida e direzione, mantiene la gente sulla retta via, la aiuta a vivere bene.

Questo giogo diventa facile e leggero quando viene portato per amore. Se è inteso come un peso imposto dall'esterno, e la sua ragionevolezza non è compresa, allora sarà vissuto come un forte peso, come un padrone esigente. Ma dove il suo scopo è compreso, la vita che protegge è stimata e il rapporto che sigilla è il centro della nostra vita, allora il portare questo giogo non è un peso. 'Non è pesante, è mio fratello', recitava un canto liturgico popolare molti anni fa. Portare i pesi gli uni degli altri non solo soddisfa la legge di Cristo, come dice Paolo, ma è anche facile quando è ispirato e suscitato dal nostro amore per l'altro. Portare pesi diventa facile e leggero; facendo così, troviamo persino riposo perché è un'esperienza di amore, ed è nell’amore che gli esseri umani si dilettano e trovano la gioia.

Ma forse possiamo pensare anche al duplice giogo, quello che lega gli animali a coppie che lavorano insieme su un compito comune. Se, invitandoci a prendere il suo giogo su di noi, Gesù intende un doppio giogo di questo tipo, allora, quando ci guardiamo accanto per vedere chi è in stretto contatto con noi, ci accorgiamo che è Gesù stesso dal momento che è il suo giogo. Noi siamo al suo fianco e associati a lui in questo lavoro di essere obbedienti alla legge. Egli è insieme a noi e fa coppia con noi e così, ancora una volta, tutto diventa facile, leggero, desiderabile e gioioso.

Prendete il mio giogo sopra di voi e imparate da me, dice. Che cosa dobbiamo imparare? Impariamo che il cuore di tutta la realtà è Dio che è amore. Apprendiamo che Dio ha volto il proprio cuore su un popolo e che lo cerca. Apprendiamo, in questo giogo di Gesù, che Dio per primo ci ha amati, ha preso su di sé il giogo dei nostri peccati, in modo che tutto ciò che facciamo in collaborazione con Lui ha sempre il carattere di una risposta, di una accoglienza, un atto di gratitudine per molti doni molto più grandi ottenuti attraverso un sacrificio di gran lunga più impegnativo rispetto a qualsiasi altra cosa che ci potrebbe essere chiesto di fare.

Questo doppio giogo in cui siamo guidati da Cristo, in modo da condividere la sua opera, anticipa chiaramente quel momento della passione in cui Simone di Cirene si trovò al fianco di Gesù e lo aiutò a portare la sua croce. Egli è con noi sempre. Se prendiamo il suo giogo su di noi e impariamo da lui allora siamo con lui sempre, modellando le nostre vite a modo suo, e dando i nostri cuori, secondo un amore che è, in primo luogo, il suo.

La prima lettura di oggi ci spinge a portare questa riflessione su un altro livello. Accettare il giogo dell’amore di Cristo non solo rende sopportabili pesanti fardelli, ma ci riempie di energia per situazioni nuove. Cominciamo a vivere dell'energia divina che è infinita e inesauribile. In un'altra immagine memorabile di Isaia, i giovani possono crescere stanchi e affaticati, ma quelli che sperano nel Signore riacquistano forza. Anche mentre portavano il giogo d'amore (preparatevi a una metafora mista!) hanno messo ali come di aquila, corrono e non si stancano, camminano e, ancora portando il giogo d'amore, non si stancano mai. È la forza dello Spirito Santo che spinge i cuori di tutti coloro che amano Dio e li trasforma in carri di fuoco, vasi dell’Amore Divino.

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