Un regalo più grande non potevi farmi, uno zampillo d’acqua fresca dopo giorni e giorni in un deserto che sai bene quanto arido. Sarò all’altezza di questo dono, lo prometto a me stessa.
Etty Hillesum

Se sarete quello che dovete essere, metterete fuoco in tutto il mondo!
Caterina da Siena

mercoledì 8 luglio 2026

Settimana 14 Giovedi (Anno 2)

Letture: Osea 11,1-4, 8e-9; Salmo 80; Matteo 10,7-15

C'è qualcosa di originale nell'insegnamento di Gesù? La domanda nasce dalle letture di oggi. Per tutta questa settimana abbiamo letto il profeta Osea, profeta dell'hesed divino. Al centro della profezia c'è una celebrazione della grazia, della misericordia, della compassione e della tenerezza di Dio. Dio ama il suo popolo, vuole essere amato da esso e desidera che i suoi figli condividano lo stesso amore tra loro. La lettura di oggi presenta quella che è forse l’immagine più tenera di Dio nella Bibbia: come un padre che insegna al proprio bambino a camminare, Dio si china per sostenere Israele, guidandolo e proteggendolo con le redini dell’amore. L’immagine richiama l’imbracatura usata talvolta per sostenere i bambini mentre imparano a camminare: ecco quanto Dio sia premuroso con Israele, quanto sia delicato e tenero.

La lettura del Vangelo contiene le istruzioni su ciò che gli apostoli devono lasciare da parte quando partono per la loro missione. Questo elenco di istruzioni si trova anche nel Talmud, una raccolta di tradizioni ebraiche. Entrando nel Tempio, l’uomo ebreo doveva lasciare da parte la cintura e le scarpe, la borsa e il denaro. Gesù cita questo elenco, applicandolo ora non all’ebreo che entra nel Tempio, ma agli apostoli che partono per la loro missione.

Allora, cosa c’è di nuovo in Gesù? Ebbene, possiamo dire innanzitutto che ci dona un nome per il Padre tenero: «Abba». E ci insegna una preghiera, ci dona le sue stesse parole con cui pregare questo Padre.

Possiamo anche dire che Gesù incarna – realizza – le immagini e le figure, le promesse e le anticipazioni che troviamo nell’Antico Testamento. Potrebbero rimanere semplicemente belle immagini e aspirazioni, ma l’incarnazione del Verbo di Dio, la venuta tra noi dell’unigenito Figlio del Padre, significa che sono reali. In Gesù l’hesed divino si fa carne. Egli è pieno di grazia e di verità, ci dice san Giovanni, pieno di hesed ed emet, la fedeltà divina. Queste non sono semplicemente belle idee, ma realtà in carne e ossa. In Gesù il Padre è presente tra noi, vediamo il volto del Padre nascosto.

Le istruzioni che Gesù cita ai suoi discepoli riguardano tutte la grazia. L’ebreo che entra nel Tempio lascia tutto da parte per mostrare che il rapporto con Dio non è un rapporto ordinario o commerciale, non è un rapporto come gli altri che instauriamo nelle relazioni umane. La fiducia totale espressa, la completa dipendenza dalla bontà di Dio, rende chiaro che si tratta di un rapporto di grazia. «Gratis avete ricevuto, gratis date», dice loro Gesù. È tutta una questione di grazia.

Ciò che Gesù fa con questo elenco di istruzioni sull’entrare nel Tempio merita una lunga meditazione. Egli ci insegna che il mondo intero è un luogo santo. O almeno che ovunque ci siano persone bisognose della Parola di compassione e di grazia, lì c’è la presenza divina. Ovunque la Parola di Grazia sia necessaria e venga predicata, lì c’è Dio. Ovunque ci siano persone che vivono nella fede, nella speranza e nell’amore, ancora una volta Dio è lì. Non è solo in certi luoghi o in certi edifici che si trova Dio, ma ovunque la grazia sia all’opera. I veri adoratori adorano in spirito e verità, dice Gesù alla donna samaritana.

Infine possiamo dire che Gesù, a sua volta, ci insegna come camminare. Ci indica la via lungo la quale dobbiamo procedere. Condivide con i suoi discepoli il proprio insegnamento e la propria opera salvifica. Vuole chiaramente che cresciamo, che diventiamo figli di Dio maturi e adulti, percorrendo la via con Lui e partecipando alla Sua opera. Siamo chiamati a condividere la responsabilità nella famiglia di Dio alla quale apparteniamo.

Un pensiero conclusivo, che richiederebbe un’altra omelia. Sappiamo anche che la via sulla quale Gesù ci insegna a camminare conduce alla croce. Ecco un’altra immagine biblica, la rivelazione finale dell’hesed divino. È bella o è brutta? Qual è il mistero che spiega questa particolare manifestazione dell’amore tenero di Dio per l’umanità?