Letture: 2 Tessalonicesi 3,6-10.16-18; Salmo 128; Matteo 23,27-32
Uno degli sketch più famosi dei Monty Python è quello sul Ministero delle Andature Buffe. Una traduzione della prima lettura di oggi potrebbe sembrare una critica a un simile Ministero, poiché Paolo esorta i Tessalonicesi a evitare qualsiasi fratello «che cammini in modo disordinato». Altre traduzioni dicono «camminare nell’ozio» o «condurre una vita disordinata». «Camminare» è un termine usato altrove nel Nuovo Testamento per indicare un modo di vivere – «camminate nell’amore», per esempio, come leggiamo in Efesini 5,2. L’altro termine qui utilizzato, tradotto sia come «disordinato» che come «nell’ozio», sembra avere un significato più vicino a «disordinato» o «indisciplinato». È presumibilmente ciò che segue a indurre i traduttori a identificare l’ozio come la forma particolare di disordine qui contemplata.
La ragione dell’ozio è la questione già affrontata in precedenza in 2 Tessalonicesi. Alcuni sostenevano che il giorno del Signore fosse già giunto e così, con una certa ragionevolezza, alcuni avevano già appeso gli stivali al chiodo e riposto i propri attrezzi. Che senso aveva lavorare se il mondo stava per finire?
È un approccio che potremmo essere tentati di adottare per altre ragioni, una sorta di rinuncia al mondo. A volte si sente parlare di persone che decidono di non avere figli perché il mondo è in uno stato così terribile che sarebbe sbagliato costringere i bambini a viverci. Si potrebbe essere tentati di non impegnarsi nel processo politico, ad esempio, vedendo le alternative disponibili e trovandole tutte insoddisfacenti. Si potrebbe essere tentati di diventare cinici nei confronti di tutti i maestri e di tutte le religioni, attingendo forse alle parole di Gesù in Matteo 23, quando condanna l’ipocrisia dei farisei. E potrebbero esserci anche altre ragioni… la minaccia di guerra, il futuro del pianeta, la persistenza del virus Covid, la crescente violenza nelle parole e nelle azioni…
Come nel caso del consiglio di Gesù di ieri – pulisci prima l’interno del calice – il consiglio di Paolo ai Tessalonicesi può sembrare troppo modesto rispetto ai grandi problemi appena menzionati. Infatti è stato omesso dalla prima lettura così come ci viene presentato nel lezionario! Tagliato via… Ciò che Paolo dice a coloro che sono tentati di «camminare in modo disordinato», di rinunciare al proprio impegno in questo mondo e ai suoi problemi, è che dovrebbero continuare a lavorare tranquillamente e a guadagnarsi da vivere (2 Tessalonicesi 3,12). Non devono stancarsi di fare il bene (v. 13).
Ciò mi fa venire in mente la «piccola via» di Santa Teresa di Lisieux, quella sorprendente Dottoressa della Chiesa. Ciò che conta, ci insegna lei, non è tanto ciò che devi fare oggi, quanto l’amore con cui puoi farlo. Ci sono molte sfide e domande enormi per il mondo di oggi. Ci sono molte sfide e domande enormi per la Chiesa di oggi. A volte tutto può sembrare troppo: inquietante, opprimente, paralizzante. Continuiamo, con la grazia di Dio, a camminare con ordine, con gli occhi fissi sulla meta che è Cristo, compiendo ogni cosa ordinaria con amore. Camminando in questo modo possiamo essere certi di seguirLo e, così facendo, prepariamo il terreno per il regno che sta per venire. Perché è anche vero che il Regno di Dio è molto vicino a noi.