Lettura: Atti degli Apostoli 1,12-14; Luca 1,46-55; Luca 1,26.38
Tra di noi circola una storia secondo cui uno dei nostri confratelli più giovani e tradizionalisti, in risposta alla decisione di Giovanni Paolo II di introdurre i cinque misteri luminosi del Rosario, avrebbe affisso un avviso nella chiesa in cui era assegnato. In una colonna elencava i venti misteri del Rosario «come raccomandati da Giovanni Paolo II», ovvero i misteri gioiosi, luminosi, dolorosi e gloriosi. In un’altra colonna elencava i quindici misteri del Rosario «come raccomandati dalla Beata Vergine Maria», ovvero i tradizionali misteri gioiosi, dolorosi e gloriosi, senza l’aggiunta moderna dei misteri luminosi.
Probabilmente molti predicatori e insegnanti avevano elaborato una motivazione per le tre serie di misteri gioiosi, dolorosi e gloriosi. Dalla gioia della Galilea e dal romantico ministero di predicazione e guarigione di Gesù, attraverso l’oscurità della sua passione e morte a Gerusalemme, fino alla gloria della risurrezione e al suo ritorno in Galilea, poi al Padre, da dove invia lo Spirito per fondare la Chiesa e diffondere nel mondo la vita nuova e risorta del Regno. Era uno schema piacevole, dalla gioia al dolore alla gloria.
Si tornò quindi al punto di partenza, per rompere questo schema e includere anche i cinque misteri luminosi. Immagino che alcuni avessero già trovato strano che i misteri tradizionali ci portassero direttamente dal ritrovamento nel Tempio, quando Gesù aveva dodici anni, all’agonia nel giardino, alla vigilia della sua morte. Sicuramente c’erano misteri da contemplare nel periodo intermedio, nel ministero pubblico di insegnamento e guarigione, di miracoli ed esorcismi.
I domenicani in particolare, per i quali la celebrazione odierna della Madonna del Rosario è una festa importante, avrebbero dovuto sapere che Tommaso d’Aquino divideva i misteri della vita di Cristo in quattro gruppi: i misteri della sua venuta nel mondo, quelli del corso della sua vita in questo mondo, quelli della sua dipartita dal mondo e quelli della sua esaltazione dopo questa vita. Sebbene non sia esatta in ogni dettaglio, questa divisione generale corrisponde a ciò che oggi conosciamo come i misteri gioiosi, luminosi, dolorosi e gloriosi del Rosario.
Ma «ogni azione di Cristo è per nostra istruzione» è un detto tramandato dalla tradizione, per cui potremmo tranquillamente continuare a raggruppare serie di cinque misteri. Potremmo, ad esempio, meditare su cinque grandi parabole. Oppure su cinque guarigioni straordinarie. Oppure su cinque modi in cui Dio è presente al suo popolo. Oppure sulle azioni di cinque personaggi nella Passione di Cristo. E così via.
L’uso dei grani e delle brevi preghiere ripetute si ritrova nella maggior parte delle religioni del mondo e potremmo meditare su altre serie di misteri mentre cerchiamo di entrare più pienamente nella ricchezza di Cristo. Ciò che è assolutamente sacro è il Signore, la cui vita e luce riceviamo attraverso la recita del Rosario. È un modo di contemplare ed è un modo di predicare. È una via di contemplazione e un compendio della dottrina cristiana per tutti. Potremmo essere tentati di considerarci troppo sofisticati per qualcosa che trova la sua collocazione naturale nella devozione religiosa popolare. Eppure, nel corso dei secoli, ha formato grandi contemplativi e ha generato grandi santi.
Quando recitiamo il Rosario siamo in compagnia di Maria, proprio come gli apostoli e i discepoli erano in sua compagnia mentre la Chiesa attendeva il dono dello Spirito Santo. Maria partecipa in modo unico ai misteri della vita di suo Figlio, custodendo costantemente tutte queste cose nel suo cuore, poiché ha vissuto in prima persona molti di essi. Diventa per noi maestra di preghiera, guidandoci nei misteri di Cristo, misteri che sono fonti inesauribili di vita e di luce. Diventa per noi predicatrice della Parola, colei che per prima ha portato la buona novella del Vangelo a un’altra persona quando andò a trovare sua cugina Elisabetta.
Il Rosario ci è molto vicino, vicino come le dita delle nostre mani. È una preghiera che si può recitare ovunque. Possiamo portarvi le nostre esperienze di gioia e di apprendimento, di dolore e di esaltazione. E mentre contempliamo quei misteri di luce in cui meditiamo su Gesù, il Maestro, ci poniamo nella posizione di allievi e discepoli, desiderosi di comprendere il significato di tutti questi misteri, desiderosi di imitare ciò che essi contengono e desiderosi, infine, di ottenere ciò che promettono.