Letture: Isaia 55,10-11; Salmo 64; Romani 8,18-23; Matteo 13,1-23
Il terreno fertile su cui cade il seme della Parola di Dio deve avere tre caratteristiche. Deve avere la capacità di ascoltare la Parola di Dio. Deve avere la capacità di comprendere la Parola di Dio. E deve avere la capacità di mettere in pratica la Parola di Dio. I primi tipi di terreno su cui il seme potrebbe cadere – lungo la strada, sulle rocce, tra le spine – sono tutti privi di una o più di queste caratteristiche e quindi il seme non può mettere radici, crescere forte e portare frutto in nessuno di essi.
Ciò significa che ci sono tre momenti cruciali per la vita di fede. Quando riflettiamo sullo stato della nostra fede – quanto è forte, quanto è sana la mia fede? – è utile prestare attenzione a ciascuno di questi momenti.
In primo luogo, la Parola di Dio deve essere ascoltata. Quali sono dunque le difficoltà, interne ed esterne, che ostacolano l’ascolto della Parola di Dio? Come possiamo sperare di ascoltare una Parola da Dio se non ci mettiamo nella condizione di riceverla? Forse andiamo raramente in chiesa e leggiamo raramente la Bibbia. Ma spesso è la vita stessa a cospire per risvegliarci, per riportarci alla realtà e per indurci a riflettere di nuovo su tutto ciò.
Le nostre riflessioni mostreranno che ci sono molte cose, cose molto concrete, che possiamo fare se vogliamo ascoltare meglio la Parola che Dio vuole dirci. Dobbiamo dedicare tempo e spazio per essere disponibili a Dio. Dobbiamo trovarci in luoghi dove possiamo ascoltare o leggere la Bibbia. Dobbiamo liberare la nostra vita dalle distrazioni che potrebbero ostacolare una chiara ricezione della Parola. Dobbiamo mettere da parte, per il momento, i dubbi e le esitazioni che potrebbero sorgere nei nostri cuori e nelle nostre menti, minando la nostra fiducia in ciò che stiamo cercando di fare. Troppo spesso tali dubbi riescono a impedirci di entrare in quel silenzio necessario in cui possiamo tendere l’orecchio a ciò che Dio vuole dirci.
Può sembrare un po’ inquietante dire «ascolta ciò che Dio vuole dirti». Come può un essere umano sentire davvero la voce di Dio? Significa leggere la Bibbia o ascoltare qualcuno che la legge. Significa partecipare alle liturgie in cui le Scritture vengono proclamate e spiegate. Significa prestare attenzione ai pensieri che ruminano nel nostro cuore e nella nostra mente per capire: «Cosa mi passa per la testa?», «Cosa mi pesa sul cuore?». Queste cose potrebbero essere distrazioni, ostacoli, ma il più delle volte ci indicano «dove ci troviamo» e di cosa vorremmo parlare con Dio. Forse Lui desidera parlare con noi proprio di quelle cose, o forse vuole richiamare la nostra attenzione su qualcosa che stiamo dimenticando.
In secondo luogo, la Parola di Dio deve essere compresa. Alcuni dei terreni meno fertili riescono ad ascoltare la Parola, ma non riescono a compiere il passo necessario per comprenderla. Ciò richiede studio e preghiera. Dobbiamo impegnarci per comprendere la natura della Bibbia, i diversi tipi di testi che essa comprende, i modi in cui i vari libri si relazionano tra loro storicamente e per quanto riguarda ciò che insegnano. Dobbiamo metterci in condizione di ascoltare ciò che gli altri ne dicono, vedere cosa ne dice la tradizione della Chiesa, riflettere su alcune rappresentazioni dei personaggi e degli eventi biblici nell’arte o nella musica.
Internet offre ormai innumerevoli commenti sulla Bibbia, molti dei quali in formato audio, molti in forma scritta. Navigate in rete e vedete cosa riuscite a trovare. Se c’è un testo che trovate difficile da comprendere, cercatelo su Google e vedete cosa viene fuori. Naturalmente ci saranno diverse interpretazioni, e non tutti gli interpreti parlano con la stessa autorevolezza. Ma fa parte della ricchezza della Parola di Dio il fatto che susciti echi così diversi nelle menti e nelle vite di tante persone.
Non abbiate paura di aggiungere la vostra interpretazione, chiedendo allo Spirito Santo di guidarvi e ispirarvi. Dopotutto, stiamo riflettendo proprio su ciò che Dio potrebbe volervi dire nella sua Parola. Sii attento anche a ciò che sta accadendo nel mondo che ti circonda, nella tua vita, nelle tue relazioni e nelle tue attività, così come a ciò che sta accadendo nel mondo in generale. Dio ci parla anche attraverso le cose, gli eventi e le persone, spesso in combinazione con i testi biblici su cui stiamo riflettendo in un determinato momento.
In terzo luogo, la Parola di Dio deve portare frutto. Nella sua lettera, san Giacomo dice che dobbiamo essere attuatori della Parola e non solo ascoltatori. Dicendo questo, egli non fa altro che ripetere l’insegnamento di Gesù, secondo cui chi costruisce la propria casa sulla roccia è colui che non solo ascolta (e forse anche comprende) la Parola, ma la mette in pratica.
Proprio come dobbiamo mettere da parte le voci e le distrazioni che minerebbero la nostra fiducia nel cercare di ascoltare la Parola o nel cercare di comprenderla, dobbiamo fare lo stesso quando quelle voci e quelle distrazioni cercano di minare la nostra fiducia nel mettere in pratica ciò che la Parola ci chiede. Una voce potrebbe dirci che siamo ipocriti o presuntuosi, che cerchiamo di attirare l’attenzione o agiamo per orgoglio, che si tratta semplicemente di un’altra forma di egoismo o di imposizione sugli altri. I demoni sono molto ingegnosi nei modi in cui cercano di turbarci. Ma Dio è infinitamente creativo, anche se a noi stessi sembriamo «senza forma e vuoti».
Proprio come il seminatore dovrà presumibilmente perseverare tra sciami di insetti, sudore, terreni impervi e altre distrazioni fisiche, così noi dobbiamo perseverare attraverso queste tre fasi della vita di fede: ascoltare, comprendere, portare frutto. Scopriremo presto anche che questo cammino di fede non è una linea retta. A volte mettiamo in pratica la Parola senza comprenderla appieno o quando, per qualche motivo, siamo diventati sordi. Oppure possiamo essere perplessi e disorientati da una Parola, non capendo ancora in che modo essa sia una Parola di Dio per me. Ma molto spesso è proprio nel mettere in pratica la Parola che finalmente giunge la comprensione.
Nella vita di fede è sempre tempo di semina, sempre tempo di lasciare maturare il raccolto, sempre tempo di mietere. Dedichiamoci ancora una volta alle sue esigenze, ascoltando in preghiera e con attenzione, cercando di comprendere attraverso lo studio e la riflessione, mettendola in pratica con misericordia e carità. Per grazia di Dio, ciascuno porterà frutti ancora più abbondanti, trenta, sessanta o addirittura cento volte tanto.
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