Un regalo più grande non potevi farmi, uno zampillo d’acqua fresca dopo giorni e giorni in un deserto che sai bene quanto arido. Sarò all’altezza di questo dono, lo prometto a me stessa.
Etty Hillesum

Se sarete quello che dovete essere, metterete fuoco in tutto il mondo!
Caterina da Siena

domenica 12 luglio 2026

Settimana 15 Lunedi (Anno 2)

Letture: Isaia 1,10-17; Salmo 50; Matteo 10,34-11,1

Sembra che persino Dio, e soprattutto Dio, si stanchi della religione. Sarebbe difficile trovare una critica più incisiva alle pratiche religiose di quella che Dio stesso ispira al profeta Isaia nella prima lettura. Sacrifici e canti, feste e assemblee, celebrazioni stagionali e preghiere quotidiane, tutta la panoplia della religione: tutto ciò risulta sgradevole e indesiderabile quando è compiuto da persone che hanno le mani sporche di sangue. 

Non si tratta però del sangue dei sacrifici, bensì del sangue succhiato a coloro che sono stati sfruttati proprio da quelle persone che poi si presentano come religiose. «Cercate la giustizia», dice il Signore, «rendete giustizia agli oppressi, ascoltate la supplica dell’orfano, difendete la vedova».

È un ritornello frequente dei profeti dell’Antico Testamento, ripreso nel Nuovo – «ciò che voglio è misericordia, non sacrificio» – e portato avanti nella vita della Chiesa cristiana – nella Lettera di Giacomo, ad esempio, e negli scritti dei Padri della Chiesa come Giovanni Crisostomo.

In questo contesto diventa più facile comprendere l’insegnamento di Gesù nella lettura del Vangelo. Se la giustizia è l’obiettivo, allora sappiamo per esperienza personale che ci saranno difficoltà. La spada della giustizia, il filo tagliente dell’integrità e dell’attenzione verso i poveri, la sfida al potere e al denaro: tutto questo non è mai ben visto, una missione destinata a portare la spada piuttosto che la pace. 

Ma dobbiamo ascoltare e dobbiamo riesaminare il modo in cui trattiamo i poveri. C’è la tentazione, ancora una volta, di spiritualizzare la questione, di trasformarla in qualcosa di religioso, di dire che ovviamente è proprio Gesù stesso il più povero dei poveri e come lo sto trattando? Ma egli ci richiama a decisioni e azioni concrete: il buon samaritano, la scena del Giudizio Universale. Devi prendere la tua croce e seguirlo. 

Dovete essere pronti a dare a un discepolo un bicchiere d’acqua fresca – sembra fattibile, forse una tregua quando ci sentiamo in colpa per il nostro servizio ai poveri: «Almeno ho compiuto un gesto di gentilezza verso un discepolo». Quindi forse c’è ancora speranza per noi, se non abbiamo perso del tutto il senso di compassione, per quanto flebile, verso i nostri fratelli e le nostre sorelle.

Ma l’avvertimento severo rimane: basta con le sciocchezze religiose, perché sono sciocchezze finché siamo privi di compassione, finché miriamo a qualcosa di diverso dalla giustizia. Solo con questo come obiettivo non perderemo la nostra ricompensa, anche se riusciamo a compiere solo piccoli atti di gentilezza.

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