Un regalo più grande non potevi farmi, uno zampillo d’acqua fresca dopo giorni e giorni in un deserto che sai bene quanto arido. Sarò all’altezza di questo dono, lo prometto a me stessa.
Etty Hillesum

Se sarete quello che dovete essere, metterete fuoco in tutto il mondo!
Caterina da Siena

giovedì 3 settembre 2026

San Gregorio Magno - 3 settembre

GREGORIO MAGNO E L’ORDINE DEI PREDICATORI

Ecco la storia di due papi: Gregorio Magno (morto nel 604), di cui oggi celebriamo la memoria, e Innocenzo III, che era papa quando, all’inizio del XIII secolo, furono fondati l’Ordine dei Francescani e quello dei Domenicani. Gregorio scrisse testi famosi a sostegno dell’espansione missionaria e pastorale della Chiesa all’inizio del Medioevo. Innocenzo era preoccupato dalla necessità di una nuova predicazione del Vangelo nell’«Alto Medioevo».

Allo stesso tempo, Innocenzo esitava a confermare un «ordine dei predicatori» per la Chiesa universale, cosa che Domenico voleva che facesse. Le prime fonti domenicane usano un’espressione un po’ strana per descrivere il progetto di Domenico: egli voleva fondare un ordine «che fosse chiamato, e fosse realmente, un ordine dei predicatori». Perché sottolineare questa distinzione tra l’essere chiamato e l’essere di fatto un ordine dei predicatori?

Il titolo – ordine dei predicatori – aveva già una lunga storia nella Chiesa. Innocenzo ne era presumibilmente consapevole, così come delle sue implicazioni, e questo forse lo indusse a esitare a confermare immediatamente un «ordine dei predicatori». Infatti, è negli scritti di Gregorio Magno che troviamo il primo uso di quel titolo. Egli lo utilizzò per riferirsi ai predicatori del Vangelo che seguono i profeti e gli apostoli nel proclamare la Parola di Dio affinché la Chiesa crescesse fino alla fine dei tempi. La frase ricompare negli scritti degli autori medievali successivi, dove è associata alla gloriosa schiera degli apostoli, alla nobile compagnia dei profeti e la candida schiera dei martiri. L’«ordine dei predicatori», nel senso in cui lo intendeva Gregorio, si riferiva a un altro gruppo di questo tipo, fondamentale per l’identità della Chiesa e equiparato agli apostoli, ai profeti e ai martiri.

Questo «ordine dei predicatori» era associato alla fine dei tempi, una schiera di predicatori suscitati da Dio per chiamare le persone al pentimento prima che fosse troppo tardi. Gregorio vedeva l’ordine dei predicatori in due parabole di Gesù: quella degli operai nella vigna che giungono all’undicesima ora (Matteo 20,6) e quella dei servitori inviato dal suo padrone per condurre le persone al banchetto già preparato (Luca 14,17). I predicatori sono coloro che vengono inviati per condurre le persone al banchetto, e per farlo anche quando è tardi e tutto è già pronto. Secondo l’interpretazione di Gregorio, l’«Ordine dei Predicatori» significava «i predicatori degli ultimi giorni».

Il passaggio dal XII al XIII secolo fu un periodo di grande fermento evangelico, caratterizzato da importanti movimenti nel pensiero, nella società e nella cultura, accompagnati anche da un vasto movimento religioso e da una «esplosione della predicazione». Si diffondeva un crescente sentimento escatologico, persino apocalittico, secondo cui la Chiesa si trovava negli ultimi tempi e che quindi sarebbe sorto un ordine di predicatori per chiamare le persone al pentimento e alla conversione prima che fosse troppo tardi. La bolla di canonizzazione di san Domenico parla degli «operai dell’ultima ora». E una delle prime fonti domenicane afferma che l’Ordine dei Predicatori fu istituito grazie all’intervento di Maria: vedendo l’umanità in pericolo di distruzione, ella supplicò suo Figlio e, in risposta, Egli suscitò Domenico per fondare l’Ordine dei Predicatori.

Per Innocenzo III, il significato consolidato del titolo potrebbe essere stato uno dei motivi per cui era riluttante a riconoscere un particolare gruppo di uomini come «l’Ordine dei Predicatori», un’espressione che non solo aveva connotazioni escatologiche, ma che sembrava anche appartenere alla Chiesa nel suo insieme e non solo a un gruppo al suo interno. Cosa penseremmo se un papa riconoscesse una piccola comunità in qualche parte del mondo come «ordine degli apostoli» o «ordine dei profeti»? È possibile che designare una particolare comunità religiosa come «ordine dei predicatori» sarebbe stato altrettanto sorprendente per Innocenzo.

Ciononostante, è proprio ciò che fece il suo successore, Onorio III, riconoscendo Domenico e la sua comunità di frati come «un ordine dei predicatori». Il titolo ha origine da Gregorio Magno ed è opportuno che noi domenicani ne riconosciamo oggi l’eredità, mentre celebriamo la memoria liturgica di Gregorio.

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