Un regalo più grande non potevi farmi, uno zampillo d’acqua fresca dopo giorni e giorni in un deserto che sai bene quanto arido. Sarò all’altezza di questo dono, lo prometto a me stessa.
Etty Hillesum

Se sarete quello che dovete essere, metterete fuoco in tutto il mondo!
Caterina da Siena

martedì 17 febbraio 2026

Settimana 06 Martedì (Anni Pari)

Letture: Giacomo 1,12-18; Salmo 94; Marco 8,14-21

Ieri abbiamo sentito parlare dei farisei che cercavano un segno, oggi sentiamo parlare dei discepoli che non riescono a comprendere i segni che Gesù ha già dato. Quando egli parla di lievito, essi pensano al pane e si chiedono se egli stia chiedendo loro delle provviste di cibo per il loro viaggio. Invece egli sta parlando in senso figurato, simbolico, poetico se volete, perché il lievito di cui parla non è quello usato per fare il pane, ma quello che corrompe l'insegnamento dei farisei.

È facile percepire la sua frustrazione. Non capiscono ancora? I loro cuori sono induriti? Non vedono, non sentono e non ricordano? Il maestro è esasperato, e questi dovrebbero essere i suoi migliori allievi, quelli più vicini a lui! Ma proprio come i farisei ieri, essi non riescono ad apprezzare i segni che egli ha già dato. Pensano in modo letterale, meccanico, mentre egli sta cercando di elevarli attraverso i segni che ha dato per far loro comprendere la presenza, la potenza e la bontà di Dio.

La prima lettura insegna che la tentazione non viene da Dio, ma dai desideri che ci portano al peccato e quindi alla morte. I nostri desideri sono spesso immediati, insistenti, esigenti, ci accecano e ci distraggono, impedendoci di comprendere. Ma domani inizia la Quaresima, un tempo in cui ci esponiamo consapevolmente alla tentazione, spinti a farlo dallo Spirito e istruiti a farlo dalla Chiesa. È un tempo per verificare ancora una volta la verità e la realtà del nostro impegno, del nostro desiderio: dove mi sta portando il mio cuore? È un cuore indurito, cieco e sordo alla presenza e alla chiamata di Dio? È un cuore di pietra che deve essere sostituito con un cuore di carne? Cosa desidero veramente?

Oggi è il Martedì Grasso, il Mardi Gras, un giorno in cui tradizionalmente ci si rimpinzano, spesso con frittelle, prima di entrare nel deserto della Quaresima, il tempo del digiuno, della preghiera e dell'elemosina. Lo scopo di questo esercizio non è vedere chi può essere più atletico spiritualmente, ma piuttosto concentrarsi ancora una volta sulla triplice relazione in cui ci colloca il grande comandamento dell'amore: amare Dio con il cuore, la mente e la forza, amare il prossimo come me stesso. È un tempo da trascorrere in compagnia di Gesù nella sua parola, ascoltandolo ancora una volta e cercando di comprendere il suo insegnamento nel modo in cui lui lo intende.

In questo periodo chiediamo al Signore di aprire le nostre menti, di ammorbidire i nostri cuori, di permetterci di vedere più chiaramente e di ascoltare con più attenzione, di ricordare il suo amore e il suo sacrificio. Gli chiediamo di aiutarci a comprendere l'altezza, la profondità, la lunghezza e l'ampiezza del suo amore che supera ogni conoscenza, affinché a Pasqua possiamo essere ricolmi della pienezza di Dio.

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