Un regalo più grande non potevi farmi, uno zampillo d’acqua fresca dopo giorni e giorni in un deserto che sai bene quanto arido. Sarò all’altezza di questo dono, lo prometto a me stessa.
Etty Hillesum

Se sarete quello che dovete essere, metterete fuoco in tutto il mondo!
Caterina da Siena

domenica 26 luglio 2026

Settimana 17 Lunedi (Anno 2)

Letture: Geremia 13,1-11; Deuteronomio 32,18-21; Matteo 13,31-35

È una delle più strane “parabole recitate” che si incontrano negli scritti dei profeti. A Geremia viene chiesto di mettere la sua biancheria intima sporca in una fessura delle mura della città, dove marcisce.

«Questo è ciò che accadrà al mio popolo», dice il Signore, «marcirà». E perché proprio questa azione, quando ci sono molti altri modi, che potremmo ritenere più dignitosi, con cui avrebbe potuto esprimere il concetto? Perché «li avevo legati a me così strettamente come le mutande lo sono a una persona», dice il Signore.

È il tipo di analogia che una persona sarebbe incline a usare quando è in preda a forti emozioni, alla delusione o alla rabbia per essere stata tradita. In tali circostanze potremmo benissimo ritrovarci a maledire e non è certo il momento per la modestia o la riservatezza. Proprio perché il rapporto che è stato tradito era di tale intimità, la profondità del sentimento è di conseguenza profonda. Non è il momento di stare alle formalità, come sottolinea il salmo responsoriale tratto dal Deuteronomio: «Hai dimenticato Dio che ti ha dato la vita».

La lettura del Vangelo ha un’atmosfera ben diversa. È tranquilla e dolce, serena e persino bucolica: i semi fanno ciò per cui sono stati creati, così come il lievito, e così sarà anche per il regno dei cieli: fiorirà secondo la sua natura. Ancora una volta la delusione e la collera di Dio sono superate dalla compassione e dall’amore. Ancora una volta Dio visita il suo popolo per confermare e rinnovare, ancora una volta, l’alleanza con esso. Questa volta ha mandato il Figlio, per stabilire la nuova ed eterna alleanza di cui avevano già parlato i profeti (in particolare Geremia).

E così la storia continua. Nel suo insegnamento Gesù rivela cose nascoste fin dalla fondazione del mondo. Ci rivela il Padre più chiaramente che mai e manda lo Spirito per trasformare i nostri cuori. Continuiamo a vacillare, ad ascoltare e a vedere senza però comprendere. Ma Dio è sempre fedele, il suo amore è eterno. E sappiamo che questo non è solo un pensiero bello e rassicurante, grazie a ciò che Gesù è stato disposto a fare per suggellare quell’alleanza. Ciò che ha fatto e ciò che ha sopportato per legarci nuovamente in modo intimo, più strettamente che mai, e questa volta per sempre, al cuore di Dio.

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