Un regalo più grande non potevi farmi, uno zampillo d’acqua fresca dopo giorni e giorni in un deserto che sai bene quanto arido. Sarò all’altezza di questo dono, lo prometto a me stessa.
Etty Hillesum

Se sarete quello che dovete essere, metterete fuoco in tutto il mondo!
Caterina da Siena

venerdì 13 marzo 2026

TERZA SETTIMANA DI QUARESIMA - VENERDI

Letture: Geremia 7,23-28; Salmo 94; Luca 11,14-23

Il più famoso "dito di Dio" è quello dipinto da Michelangelo sulla volta della Cappella Sistina. Attraverso lo spazio che separa la punta del dito di Dio dalla punta del dito di Adamo si trasmette la misteriosa energia della creazione. La frase è entrata anche a far parte dell'inno Veni, Creator Spiritus come titolo dello Spirito Santo che è dextrae Dei digitus, il dito della mano destra di Dio.

L'immagine non è usata molto spesso nella Bibbia, ma ogni volta che lo è, è in relazione alle cose più significative. Nel Libro dell'Esodo, i maghi del Faraone descrivono il potere che opera attraverso Aronne come il dito di Dio (Esodo 8:19). La legge o la saggezza di Dio fu incisa dal dito di Dio sulle tavole di pietra date a Mosè (Esodo 31:18). Il Salmo 8 celebra il potere di Dio come Creatore: "quando vedo i cieli, opera delle tue dita". 

Quindi nella creazione, nel dono della Legge, negli eventi misteriosi, nella cacciata dei demoni, il «dito di Dio» significa che il potere di Dio è all'opera.

Ci sono altri due riferimenti, meno chiari ma entrambi intriganti. Al banchetto di Belsatsar, come raccontato in Daniele 5, la scritta sul muro è stata fatta dalle dita di una mano umana. Ma si tratta di un altro intervento divino, una rivelazione della provvidenza di Dio per le persone coinvolte. In Giovanni 8 Gesù scrisse per terra con il dito alla presenza della donna sorpresa in adulterio. Nessuno sa cosa scrisse o cosa significasse quel gesto, ma presumibilmente aveva a che fare con la provvidenza di Dio nei confronti della donna e dei suoi accusatori.

Quindi una cosa ordinaria, il dito, applicata a Dio come immagine, è usata raramente nelle Scritture, ma sempre in contesti di grande significato: creazione, rivelazione, alleanza, provvidenza. Di conseguenza, trova posto in uno dei grandi inni della liturgia e sul soffitto della cappella più famosa del cristianesimo.

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