Un regalo più grande non potevi farmi, uno zampillo d’acqua fresca dopo giorni e giorni in un deserto che sai bene quanto arido. Sarò all’altezza di questo dono, lo prometto a me stessa.
Etty Hillesum

Se sarete quello che dovete essere, metterete fuoco in tutto il mondo!
Caterina da Siena

giovedì 11 giugno 2026

Sacratissimo Cuore di Gesù (Anno A)

Letture: Deuteronomio 7,6-11; Salmo 103; 1 Giovanni 4,7-16; Matteo 11,25-30

Qualche anno dopo la sua morte (rip), si è scoperto che mia madre era un'agente dei gesuiti. Ogni mese le arrivava a casa un piccolo pacco con 10-12 copie di un libricino rosso che lei distribuiva ad amici e vicini, dai quali raccoglieva anche gli abbonamenti ogni anno. Il libricino rosso non era "I pensieri del presidente Mao", ma il Sacred Heart Messenger, un mensile pubblicato dai gesuiti irlandesi. Conteneva articoli di interesse religioso, attualità, materiale devozionale e lettere di lettori che raccontavano delle grazie ricevute grazie alla loro devozione al Sacro Cuore di Gesù.

Sebbene quella devozione nella sua forma moderna risalga solo a pochi secoli fa, i fondamenti biblici e teologici della devozione al cuore umano di Gesù risalgono agli albori del cristianesimo, e anche oltre, fino all’Antico Testamento, in una sorta di anticipazione profetica.

La prima lettura di oggi, ad esempio, parla del cuore di Dio, di come esso sia rivolto al popolo che Egli ha scelto come proprio. Già qui si trovano le note di tenerezza e misericordia. Israele è stato scelto proprio perché è una nazione che suscita compassione e pietà. La bontà del Signore è eterna, dice il salmo; anzi, tale bontà è abbondante, cosicché Dio tratta le persone con grazia e cortesia.

Inevitabilmente c’è anche una lettura tratta dagli scritti giovannei del Nuovo Testamento, dove molta attenzione è dedicata al tema dell’amore. «L’amore viene da Dio», inizia la lettura di oggi e termina con la semplice dichiarazione: «Dio è amore». L’origine di ogni amore è in Dio, nell’amore che Dio è e nel modo in cui quell’amore si è manifestato nel cuore umano di Gesù Cristo.

Anche la lettura del Vangelo è ben nota, un brano del Vangelo di Matteo che parla dell’intimità che esiste tra il Padre e il Figlio, un’intimità alla quale siamo invitati. La condizione per entrarvi? Essere miti e umili di cuore come lo è Gesù.

La devozione al Sacro Cuore di Gesù, aperto in croce nell’amore al mondo, significa devozione alla divina umanità del nostro Salvatore. Si riferisce a Gesù nella sua umanità in primo luogo o nella sua divinità? Un famoso striscione esposto per le strade di Dublino durante il Congresso Eucaristico del 1932 recitava: «Dio benedica il Sacro Cuore!». Sembra optare per l’umanità di Gesù come sede di quel cuore, del suo amore umano e della sua tenerezza. Ma naturalmente deve riferirsi anche al «cuore di Dio» che si rivela in Gesù, attraverso il suo amore umano.

Mia madre, insieme a molti della sua generazione, aveva una grande devozione al Sacro Cuore. La casa di famiglia fu consacrata al Sacro Cuore sin dall’inizio, molto prima che si potessero fare molte altre cose per la casa. È un modo per stare vicini a Dio nella tenerezza, affidando tutto alla cura del suo cuore.

Caterina da Siena dice che Dio ci vede prima nel suo stesso cuore, si innamora di noi lì, e decide che siamo troppo belli per non essere reali! Così Dio ci ha creati e ci ha creati per condividere un giorno la sua stessa vita d’amore. Non c’è quasi bisogno di dire che Caterina non era una gesuita, ma fa il tifo per i figli e le figlie di Sant’Ignazio mentre promuovono questa devozione. Così anche Caterina e tutti gli altri santi dell’amore tenero dell’umanità divina vegliano su tutti gli agenti e i messaggeri che distribuiscono il libretto rosso che continua a celebrare le grazie che sgorgano dal cuore trafitto di Gesù.

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