Letture: 2 Timoteo 4,1-8; Salmo 70; Marco 12,38-44
La povera vedova che dona tutto il proprio sostentamento al Tempio è menzionata sia nel Vangelo di Luca che nel brano odierno del Vangelo di Marco. Per qualche motivo la tradizione cristiana ha deciso che Gesù la lodasse per ciò che aveva fatto. È più probabile, se guardiamo al contesto, che la sua presenza in un momento in cui egli stava criticando la corruzione del sistema del Tempio gli abbia semplicemente fornito un perfetto esempio del tipo di sfruttamento clericale dei poveri di cui stava parlando.
In un momento egli critica i chierici per il loro amore per l’ostentazione e l’onore mentre allo stesso tempo “divorano i beni delle vedove”. Subito dopo indica una di queste vedove, che capita di passare di lì, dando più di quanto possa permettersi. Nel Vangelo di Luca, ogni volta che una persona viene lodata da Gesù, egli fa un commento del tipo “va’ e fa’ lo stesso”, oppure “se ne andò giustificata”. Ma non c’è una parola di lode simile per la vedova né nel Vangelo di Luca né in quello di Marco.
Ciò che sembra essere accaduto è che la chiamata a seguire Gesù e a dare la nostra vita per amor suo, insieme al dono di sé di Gesù stesso nella sua passione e morte, abbiano finito per influenzare la donazione della vedova che mette tutto ciò che possiede, tutto ciò di cui dispone per vivere. Sembra quasi che Gesù debba lodare la vedova per aver fatto questo, perché sembra essere in linea con la chiamata a seguirlo, cercando di vivere ciò che T.S. Eliot definiva «una condizione di completa semplicità, che costa non meno di tutto». Ma guardate di nuovo al contesto in cui appare la vedova, sia in Luca che in Marco, e vedrete che non è ciò che Gesù sta insegnando in quel momento.
La prima lettura di oggi, invece, è una presentazione inequivocabile della dedizione totale a cui Gesù chiama i suoi seguaci. Paolo sta dicendo, in effetti, che ha investito tutto ciò che possedeva, tutto ciò di cui aveva bisogno per vivere. Ha dedicato tutto il suo tempo e le sue energie al compito di predicare il Vangelo. Le sue parole sono tra le più note e più belle della Bibbia e le sentiamo di tanto in tanto, specialmente durante le messe funebri: «La mia vita sta già per esaurirsi, ho combattuto la buona battaglia fino alla fine, ho corso la corsa, ho conservato la fede».
Per quanto riguarda il proprio sostentamento economico da parte delle comunità da lui fondate, le prove fornite dalla corrispondenza di Paolo sono complesse. Gesù aveva detto che l’operaio merita la sua paga e Paolo torna su questo punto di tanto in tanto. Ma desiderava anche predicare il Vangelo liberamente senza avanzare richieste economiche ai suoi ascoltatori. Era inoltre ansioso, di fronte ai suoi critici, di scongiurare ogni possibilità di essere accusato di predicare per guadagnare denaro (Atti 18,3; 1 Corinzi 4,12; 9,6; Filippesi 4,11; 2 Tessalonicesi 3,7-9).
Restiamo quindi al fianco della vedova nel riflettere sulla giustizia e l’ingiustizia, sullo sfruttamento delle sensibilità delle persone, siano esse religiose, politiche, culturali o di qualsiasi altro tipo. E schieriamoci anche con Paolo nel riflettere sulla generosità e sul dono di sé, mentre scrive quelle parole commoventi: «La mia vita viene versata come un’offerta». Come mettiamo insieme la chiamata alla generosità e al sacrificio di sé e la chiamata a difendere ciò che è giusto e a non permettere che noi stessi o gli altri veniamo sfruttati? Stai sempre attento a scegliere la strada giusta, dice Paolo a Timoteo, e sii coraggioso nelle prove. Possiamo immaginare che dica lo stesso a noi, senza però darci una risposta facile su come essere all’altezza delle esigenze del Vangelo in determinate circostanze particolari. Ci ricorda semplicemente che dobbiamo vivere la nostra vita cercando di essere generosi, anche a costo di sacrifici personali, cercando al contempo di smantellare qualsiasi sistema che opprima o sfrutti i poveri.
È meglio soffrire per aver fatto del bene che per aver fatto del male, su questo non c'è dubbio (1 Pietro 3:17). Allo stesso tempo, la religione gradita agli occhi di Dio non significa solo mantenerci immacolati dal mondo, ma anche confrontarci con la sua corruzione e ingiustizia, se vogliamo venire in aiuto alle vedove e agli orfani nel loro bisogno (Giacomo 1:27).
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