Un regalo più grande non potevi farmi, uno zampillo d’acqua fresca dopo giorni e giorni in un deserto che sai bene quanto arido. Sarò all’altezza di questo dono, lo prometto a me stessa.
Etty Hillesum

Se sarete quello che dovete essere, metterete fuoco in tutto il mondo!
Caterina da Siena

giovedì 18 giugno 2026

Settimana 11 Venerdi (Anno 2)

Letture: 2 Re 11,1-4, 9-18, 20; Salmo 131/132; Matteo 6,19-23

La storia ci ha insegnato a conoscere bene le lotte e le dispute dinastiche, le guerre combattute per la successione al trono e ai regni: chi è l’erede legittimo? La forza ha sempre ragione? Tali conflitti scoppiano all’interno delle società tra gruppi diversi, persino all’interno delle famiglie, spesso a causa dei diritti di eredità.

Gli esseri umani hanno una capacità infinita di trovare motivi per separarsi dagli altri, per creare fazioni rivali, per contendersi ricchezza e potere. Anche la storia del popolo di Dio contiene momenti simili, come sentiamo nella prima lettura di oggi. Potremmo sentirci scandalizzati e sconvolti, chiedendoci perché ascoltiamo storie del genere. Che cosa hanno a che fare con me o con te, con il mio rapporto con Dio o con il tuo?

Le parole di Gesù nel Vangelo sono una boccata d’aria fresca in confronto: fate tesoro delle cose eterne, non di quelle di questa terra. Riponete lì il desiderio del vostro cuore, con Cristo, nel regno dei cieli, non in alcun regno terreno. Il cuore e lo sguardo devono essere sani: ciò che desideriamo e il modo in cui vediamo le cose. Il nostro amore e la nostra adesione alla verità, in altre parole. Se questi sono giusti, tutto andrà bene.

Ciò non significa che a volte non ci sporcheremo le mani con le questioni del mondo: potere, ricchezza, questioni sociali e politiche, le complessità delle relazioni umane. Ma significherà che queste non sono mai l’obiettivo ultimo per noi, non sono realtà divine e non meritano la nostra lealtà e il nostro impegno fondamentali.

Ci sono buoni credenti impegnati nelle questioni mondane, uomini e donne che si sforzano di seguire Cristo nel modo in cui vivono la propria vita e che sono anche politici, soldati, funzionari pubblici di vario genere. Svolgono i propri doveri tenendo sempre presente la dignità di ogni persona umana e le esigenze del bene comune. Lo fanno per motivi che non sono egoistici.

Quando agiscono in questo modo, anche se si trovano nel mondo della politica e degli affari, tali discepoli di Cristo mantengono il cuore e lo sguardo saldi. Servono la comunità umana, ma considerano sempre tale servizio come una preparazione, un’anticipazione del regno eterno in cui solo Dio è re e la cui vita e le cui attività sono sempre caratterizzate da giustizia, amore e pace.

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