Letture: 1 Samuele 1,1-8; Salmo 116; Marco 1,14-20
Nell'opera di Gesù c'è sempre continuità e discontinuità. Il rapporto già stabilito tra Dio e il popolo è la base su cui si costruisce una nuova realtà e da cui essa scaturisce. Lo abbiamo visto durante tutto il periodo natalizio e lo vediamo di nuovo in vari modi nelle letture di oggi.
La madre di Samuele, Anna, anticipa Maria, la madre di Gesù, e fornirà molte delle parole e delle idee che ritroviamo più tardi nel Magnificat di Maria. Anna è sterile e soffre per questo, ma la sua sterilità conferma che è attraverso l'azione divina che Samuele viene concepito e nasce: nulla è impossibile a Dio. Così più tardi Elisabetta concepisce Giovanni Battista e, cosa ancora più meravigliosa, Maria concepisce Gesù.
Gesù stesso è inizialmente un seguace di Giovanni Battista e continua la sua missione di predicazione. Accetta il battesimo dalle mani di Giovanni. Il messaggio che predica è esattamente lo stesso: «Il regno di Dio è vicino, convertitevi e credete al Vangelo». Ma «dopo che Giovanni fu arrestato» - è un momento molto significativo, un «punto di svolta», come potremmo dire - Gesù non solo continua la missione di predicazione del Battista, ma inizia a stabilire una nuova realtà con la chiamata dei primi quattro discepoli: la sua organizzazione, il suo movimento, la sua comunità.
Giovanni chiedeva alle persone di agire con giustizia in qualunque professione o attività fossero impegnate. Gesù chiedeva alle persone di rinunciare a ciò che stavano facendo, di lasciare tutto e di seguirlo. È una chiamata più radicale, poiché i discepoli vedono trasformata la loro professione: d'ora in poi saranno innanzitutto «pescatori di uomini». Dovranno «seguire Gesù», che ora si pone al centro della missione di predicazione in un modo che il Battista non aveva fatto, ma che aveva profetizzato per il «più grande» che sarebbe venuto dopo di lui.
E noi? Aspettarsi continuità e discontinuità sembra essere sempre una lezione che possiamo trarre da queste letture. Vivere dal vecchio al nuovo. La sterilità di qualsiasi tipo non è un ostacolo. Pentirsi: essere pronti a cambiare idea. Credere: affidarsi a colui che ti chiama. Seguire Gesù: avere in te la mente di Cristo, il suo modo di vedere le cose, il suo modo di accogliere le persone e di rispondere loro.
Siamo tornati al tempo ordinario, cioè al tempo del compimento.
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