Letture: 2 Samuele 7,18-19, 24-29; Salmo 131/132; Marco 4,21-25
È un privilegio poter ascoltare la preghiera di un'altra persona, ed è proprio ciò che accade nella prima lettura di oggi. Ci è concesso di ascoltare di nascosto il re Davide mentre prega. Egli rende grazie a Dio per ciò che ha già fatto per lui e chiede la benedizione di Dio per il futuro. In poche semplici parole troviamo il fondamento della fede e della speranza nei pensieri di Davide: «Tu sei Dio... le tue parole sono vere... hai fatto questa generosa promessa al tuo servo». Queste semplici convinzioni stabiliscono ed esprimono le virtù della fede e della speranza.
E la carità? Che Dio è amore e che desidera condividere l'amore che Dio è con tutte le persone? Dobbiamo attendere un Figlio di Davide che apparirà in quel lungo tempo che ci aspetta e di cui parla anche il re Davide in quella preghiera.
Un altro modo di affrontare la questione è quello di sottolineare il nome che Davide dà a Dio in questo passo: «il tuo nome sarà grande per sempre... il Signore degli eserciti è Dio d'Israele». Il «Signore degli eserciti» o «Dio delle armate»: ancora oggi chiamiamo Dio con questo nome, ogni giorno, nell'Eucaristia. Egli è il Signore, Dio degli eserciti, Deus Sabaoth. Ma ora sappiamo che è anche Salvatore, Redentore, Misericordia, Amico, Sposo, Padre, Servo, persino Schiavo del suo popolo, Abba, Padre, Figlio e Spirito Santo, Gesù, il Figlio di Davide e il Figlio di Dio.
Questo è il mistero nascosto da sempre e poi rivelato, che "Dio è Amore". In queste rivelazioni successive Dio è fedele alla Sua promessa e risponde alla preghiera di Davide. Dio sostenne e benedisse la Casa di Davide e gli diede un regno che continuò. Ma a lungo termine Dio ha fatto questo in un modo che trascende completamente le aspettative del re Davide.
Quando pregò per la benedizione della sua casa in un futuro lontano, Davide non poteva in alcun modo conoscere la natura del Figlio di Davide che sarebbe venuto. Ma un Figlio della Casa di Davide ci ha rivelato che Dio è Amore. Gesù ci ha insegnato che l'intenzione del Padre non era semplicemente quella di stabilire una casa o una dinastia terrena per il re Davide, e così dare gloria al nome di Dio come Signore degli Eserciti. L'intenzione di Dio, di vasta portata, era quella di consentire alla Casa di Davide, a tutto il popolo d'Israele e a tutte le nazioni della terra di condividere la vita d'amore di Dio stesso, in un regno celeste, per sempre. E di dare gloria per sempre al nome che è al di sopra di ogni altro nome, Gesù, Figlio di Davide, Figlio di Dio.
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