Un regalo più grande non potevi farmi, uno zampillo d’acqua fresca dopo giorni e giorni in un deserto che sai bene quanto arido. Sarò all’altezza di questo dono, lo prometto a me stessa.
Etty Hillesum

Se sarete quello che dovete essere, metterete fuoco in tutto il mondo!
Caterina da Siena

martedì 13 dicembre 2016

TROVARE LA PROPRIA IDENTITÀ NELLA RELAZIONE

AVVENTO - 3a Settimana, Martedì


'Qualche volta devo passare di qua.' 'È bello che ci siamo incontrati di nuovo, dobbiamo tenerci in contatto'. 'È un peccato che ci incontriamo solo ai funerali'. Così di frequente ci capita di fare promesse che non manteniamo! Le nostre intenzioni, spesso, superano il nostro tempo e la nostra energia. E la strada per l'inferno, si dice, è lastricata di buone intenzioni. Di tutte quelle cose che diciamo che faremo ma che mai, effettivamente, troviamo il tempo di fare ...

Nel vangelo di oggi, Gesù parla di due figli. Un figlio ha accettato di fare ciò che suo padre ha chiesto, ha cambiato idea, e non è riuscito a farlo. L'altro ha rifiutato di fare ciò che suo padre ha chiesto, ha cambiato idea, e lo ha fatto. Quale dei due ha fatto la volontà del Padre?

Il senso è abbastanza chiaro. Quelli ai quali è dato di conoscere, in un primo tempo, la volontà di Dio, e che accettano di vivere secondo le sue esigenze, potrebbero non riuscire ad essere fedeli alla loro parola. Altri che in un primo momento sembrano non badare alla volontà di Dio, 'alla fine', o 'in fondo in fondo', possono effettivamente compiere la volontà di Dio nella loro vita.

Vi è, naturalmente, la possibilità di un terzo figlio, quello che dice che farà ciò che suo padre chiede e che effettivamente lo fa. Gesù stesso è, chiaramente, questo figlio. Anche se non parla di se stesso in questa parabola, tutto l'insegnamento del Nuovo Testamento circa il rapporto tra Gesù e il Padre testimonia questa unità nella sua opera.

Tra Gesù e Dio Padre prevale un’unica e straordinaria unità. Uniti nella convinzione e nell'amore, con un obiettivo comune e un pensiero comune, non vi è concorrenza tra di loro. Ognuno nasconde se stesso, per così dire, in quanto il Padre è 'tutto per il Figlio' e il Figlio è 'tutto per il Padre'. Trovano la loro identità nella relazione reciproca. Il successo del Figlio è la gloria del Padre e l'opera del Figlio - il suo cibo - è fare la volontà del Padre.

Il giardino del Getsemani e la collina del Calvario ci ricordano la lotta umana che questa unità di padre e figlio ha domandato. Ci sono forze che potrebbero impedire il successo dell’amore, forze che tirano verso il basso, strappano, interferiscono. 'Dio mio, perché mi hai abbandonato?' e 'Padre, nelle tue mani affido il mio spirito', sono due facce di un’unica, misteriosa medaglia. L'amore eterno del Padre e del Figlio si dipana davanti ai nostri occhi nel percorso umano di Gesù Cristo, il Verbo del Padre fatto carne.

La fede cristiana chiama Gesù 'Figlio' e lo chiama 'Parola'. Il Figlio è l'immagine del Padre, trae la sua vita dal Padre, trae la sua conoscenza dal Padre. La Parola è l'espressione del Padre, di tutto ciò che è nel Padre - la sua saggezza, l'intenzione e il piano. Queste relazioni eterne vengono rese note a noi attraverso la vita, l'opera, l'insegnamento e la morte di Gesù.

Il terzo membro è 'lo Spirito', nel quale l’opera di Padre e Figlio viene portata a compimento e nel quale siamo portati dentro la rete di relazioni che è la Santissima Trinità, per diventare membri della famiglia di Dio, figlie e figli dell'unico Padre, sorelle e fratelli di Gesù.

Essere fedeli alla parola di qualcuno è una cosa pratica e ammirevole nelle vicende umane. La relazione tra Gesù e il Padre ci insegna che Dio è fedele alla sua parola. Egli è fedele allo scopo originario del suo amore. Chiama tutti a condividere la vita in Cristo, nell'amore del Padre e nello Spirito di tenerezza.

Per noi diventare uniti nelle nostre convinzioni e nel nostro amore, vivere con uno scopo comune e un pensiero comune, è già 'diventare come Dio' e vivere, come ha fatto Gesù, come una figlia o un figlio di Dio.

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