Letture: Isaia 9,1-6; Sal 112(113); Luca 1,26-38
Con le letture scelte per la ricorrenza odierna sembra che torniamo indietro (o che siamo già arrivati?!) al Natale. La frase iniziale della prima lettura – «Il popolo che camminava nelle tenebre ha visto una grande luce» – è praticamente l’apertura ufficiale della celebrazione del Natale, poiché introduce anche la stessa prima lettura della Messa di Mezzanotte di Natale. La lettura del Vangelo è il racconto di Luca sull’Annunciazione, un brano che ascoltiamo diverse volte all’anno, ma che è anche una lettura tipicamente natalizia.
Oggi l’attenzione è rivolta allo status regale delle figure centrali di queste letture. Gesù, il Signore incarnato, è un re della Casa di Davide, ma il cui regno non avrà mai fine. Il bambino celebrato nella prima lettura è il buon re Ezechia, il figlio nato dalla giovane donna e promesso al re Acaz in Isaia 7. La sua nascita significò un tempo di benedizione per il popolo di Dio e la rassicurazione che l’alleanza stipulata con Davide continuava.
La madre del re è una figura importante nelle storie bibliche della famiglia reale di Israele. È una regina, ma anche la donna più importante alla corte davidica. Maria ora assume questa posizione come la donna più vicina al re. E proprio come Gesù è un re di un tipo molto diverso – sovrano di un regno di giustizia, amore e pace – Maria è una regina di un tipo molto diverso, una regina secondo il cuore di suo Figlio.
La regina madre rimaneva sempre accanto al re, la prima ad essere menzionata dopo di lui ogni volta che venivano elencati i membri della sua corte. Lo scorso fine settimana abbiamo celebrato l’Assunzione di Maria al cielo, un nuovo compimento di quel rapporto. Ora è lei la prima persona menzionata dopo il re quando vengono elencati i membri della corte celeste.
Oggi celebriamo questo fatto: che lei è regina del cielo e della terra, la regina alla corte del Re Eterno. Proprio come è rimasta con lui durante tutto il suo ministero pubblico, attraverso la sua passione e nel momento della sua morte, così rimane con lui ora, partecipando già pienamente alla gloria della risurrezione.
Un nuovo tipo di re, quindi, un nuovo tipo di regina, e così un nuovo tipo di popolo in quel regno dove tutti sono «figli primogeniti e cittadini del cielo» (Ebrei 12,23). Lo status regale di Gesù e Maria è condiviso con tutti coloro che sono accolti nell’abbraccio della sua grazia. Apparteniamo a un sacerdozio regale, privilegiato nell’offrire il sacrificio perfetto di lode e di ringraziamento.
La dignità che gli esseri umani possiedono per natura è rafforzata e trasformata dalla dignità che hanno in quanto figli e figlie del Padre Celeste. Maria è la prima di questi figli ed è quindi per noi un modello, che ci mostra ciò che siamo chiamati ad essere, nonché un aiuto sempre presente nel nostro sforzo di essere all’altezza della nostra nuova dignità. La chiamiamo giustamente Regina e Madre, Madre di Dio e Madre della Chiesa, Regina del cielo e della terra, Regina di tutti i santi e Regina della Pace.
Nessun commento:
Posta un commento