Letture: Atti 18,23-28; Salmo 46; Giovanni 16,23-28
Il sacramento della Cresima ci rende cristiani maturi, adulti nella fede e nella sequela di Cristo. Significa che siamo sempre con il Padre che, nello Spirito del Figlio suo, dimora in noi. E significa che siamo sempre inviati dal Padre, come il Figlio è stato inviato dal Padre e ha soffiato lo Spirito sui suoi discepoli affinché anche loro fossero inviati.
Tommaso d'Aquino scrive in modo meraviglioso di questo dimorare e procedere, procedere e dimorare, che caratterizza il rapporto tra il Figlio e il Padre, e che caratterizza il rapporto tra i discepoli e la Santissima Trinità che è venuta a stabilirsi con noi e in noi. San Tommaso scrive del Verbo che è proceduto dal Padre senza lasciare la sua destra, Verbum supernum prodiens / nec Patris relinquens dexteram.
Possiamo descrivere allo stesso modo coloro che sono stati confermati nella fede. Essi sono stati conformati alla pienezza del mistero pasquale. Con il battesimo seguono Cristo nella sua morte e risurrezione, muoiono e risorgono in Lui. Con la confermazione seguono Cristo nel suo ritorno al Padre e nel suo invio dello Spirito sulla Chiesa, sono sempre con il Padre e sono sempre nel mondo per rendere testimonianza di ciò che hanno conosciuto.
Così, come cristiani maturi, siamo inseriti in questo movimento, in questa danza all’interno della Trinità, nella quale il Padre, il Figlio e lo Spirito hanno attirato il creato, distendendosi, aprendosi per accoglierlo, facendo spazio alle creature nel loro cuore e nella loro casa. Dobbiamo diventare così, sempre pronti a riposare e a dimorare con il Padre nei momenti di preghiera e di contemplazione, sempre pronti ad alzarci e ad uscire per servire coloro che hanno bisogno della nostra cura o della nostra attenzione.
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